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guardavano l uno l altro, esterrefatti.
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Letteratura italiana Einaudi
Emilio Lussu - Un anno sull Altipiano
 Il soldato è stato fucilato,  disse il capitano.
Il generale vide la barella, s irrigidí sull attenti e sa-
lutò fieramente. Egli era commosso.
 Salutiamo i martiri della patria! In guerra, la discipli-
na è dolorosa ma necessaria. Onoriamo i nostri morti!
La barella passò fra i soldati allibiti.
All imbrunire, cessammo l inseguimento. Il battaglio-
ne d avanguardia si fermò e prese le misure di sicurezza
per la notte. Il mio battaglione rimase indietro, al di qua
di Val di Nos, sul margine del bosco, di fronte a Croce
di Sant Antonio. Una grandine fitta aveva reso freddissi-
ma la notte. Eravamo tutti inzuppati. Avevamo una co-
perta e un telo da tenda ciascuno, ma eravamo ancora
vestiti d estate, senza lana, cosí come eravamo partiti dal
Carso. Il freddo dell addiaccio era insopportabile. Verso
mezzanotte, ci fu permesso di accendere fuochi. La di-
stanza e il bosco ci proteggevano dalla vista nemica.
Eravamo attorno ai grandi fuochi, e gli abeti brucia-
vano con un aspro odore di resina. Sottovoce, i soldati
commentavano gli avvenimenti del giorno. Un grido
stentoreo risuonò nel bosco:
 All erta! All erta! Guai a chi dorme! Il nemico è vi-
cino! All erta!
Ma chi era?
 All erta! Un soldato addormentato è un soldato
morto. All erta! Il vostro generale non dorme! All erta!
Era il generale Leone.
Nel silenzio della notte, la voce cadeva cavernosa. Io
m ero alzato, e avevo lasciato il comandante del batta-
glione seduto su un sasso, attorno al fuoco. M ero fer-
mato in piedi, in mezzo ai gruppi sparsi della 12a com-
pagnia. I soldati, addossati ai fuochi, non s accorgevano
della mia presenza. lo mi avvicinai a una squadra, per-
ché il calore delle fiamme arrivasse fino a me, e guarda-
vo verso la direzione da cui veniva la voce del generale.
 All erta! Passa il vostro generale, il vostro generale
non dorme. All erta!
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Letteratura italiana Einaudi
Emilio Lussu - Un anno sull Altipiano
La voce, lentamente, si faceva sempre piú vicina. Il
generale camminava in mezzo al nostro battaglione.
 Il pazzo non dorme,  bisbigliò un soldato della
squadra della 12a.
 Meglio un generale morto, che un generale sveglio,
 commentò un altro.
 All erta! Passa il vostro generale!
 Adesso passa proprio su di noi,  disse un altro sol-
dato.
 E nessuno tirerà una fucilata su quel macellaio? 
mormorò lo stesso soldato che aveva parlato per primo.
 Io gliela tiro certamente. Certamente io gliela tiro, 
disse un soldato anziano che non aveva ancora parlato e
che sembrava solo occupato a riscaldarsi, accanto al ser-
gente.
I soldati della squadra erano cosí stretti, l uno addos-
sato all altro, attorno al fuoco, che il riflesso li illuminava
tutti e io ne potevo riconoscere chiaramente i volti. Il ser-
gente stava in ginocchio, le braccia piegate e le mani
aperte, all altezza della testa, per proteggersi la faccia dal
calore del fuoco. Egli non si mosse né disse una sillaba.
 Se si mostra, io gli tiro,  continuò lo stesso soldato.
lo vidi il soldato anziano prendere il fucile, manovrare
l otturatore, e controllare il caricatore.
 All erta! All erta!  urlava il generale.
Apparve, tra due fuochi, a una cinquantina di metri da
noi. Sotto l elmetto, aveva una sciarpa che gli avvolgeva il
collo e gli cadeva sulle spalle. Un ampio mantello grigio
discendeva fino alle caviglie e lo copriva tutto. Cammina-
va stentatamente, le mani alla bocca come un megafono.
Appena rischiarato dalla luce, sembrava un fantasma.
 All erta! ...
Il soldato anziano alzò lentamente il fucile, per mira-
re.  Eh!  dissi io,  il generale non ha voglia di dormi-
re. Il soldato riabbassò il fucile. Il sergente si levò di
scatto e mi offrí il suo posto accanto al fuoco.
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Letteratura italiana Einaudi
Emilio Lussu - Un anno sull Altipiano
IX
Il giorno dopo continuammo l inseguimento. Il batta-
glione d avanguardia, superato Croce di Sant Antonio,
procedeva nel bosco, verso Casara Zebio e Monte Zebio.
Man mano che esso avanzava, appariva sempre piú proba-
bile che il grosso del nemico si fosse fermato sulle alture.
La resistenza era ridivenuta accanita. Era chiaro che gli ul-
timi reparti austriaci, a contatto con le nostre pattuglie, si
appoggiavano su truppe vicine. Data la lentezza dei pro-
gressi, il mio battaglione, oltrepassata la Val di Nos, rimase
inoperoso tutto il giorno, in attesa di essere impegnato.
Il 2 battaglione d avanguardia ricevette l ordine di fer-
marsi e trincerarsi. Durante la notte, il nostro battaglione
gli dette il cambio. Quando noi arrivammo, una linea di
trincea era stata già scavata, affrettatamente, sul limitare
del bosco. Davanti a noi, v erano ancora degli abeti, ma
rari, come essi sono sempre quando le abetine accenna-
no a finire nelle grandi altitudini. Il terreno continuava
ad essere coperto di cespugli. Piú lontano, in alto, oltre
qualche centinaio di metri, spuntavano, fra le cime degli
ultimi abeti, montagne rocciose. Probabilmente la gran- [ Pobierz całość w formacie PDF ]

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